C'è un posto al mondo dove le famiglie mettono da parte più soldi di quasi ogni altro posto sulla terra, e c'è un posto al mondo che non riesce a trovare i soldi per far crescere le proprie aziende. Bene, si tratta dello stesso posto. Ed è questo quello in cui viviamo, l'Europa, l'Italia. E la cosa che rende questa storia diversa da tutte le altre storie sul declino europeo e italiano che ha già sentito e trite e ritrite, Non è tanto dove finiscono quei soldi. Quello te lo dico fra poco ed è scritto nero su bianco dentro un rapporto ufficiale. La cosa che la rende diversa è che una parte di quei soldi, esce dal tuo conto corrente. E se stai facendo esattamente quello che ogni persona ragionevole ti dice di fare con i tuoi risparmi, esce dal tuo conto in modo più efficiente di quanto esca dal conto di chi non fa niente con i suoi soldi. Bene, se adesso stai pensando che questo sia l'ennesimo video contro l'Europa, contro l'euro, contro Bruxelles, contro la destra, la sinistra, sopra, sotto, hai già perso il punto. Qui non c'è nessun complotto da smascherare e alla fine non ti chiederò di arrabbiarti con qualcuno. No, ti chiederò di aprire il tuo home banking e di guardare un numero. Salve a tutti, Marco Casario qui sono l'autore del libro Fai tu. interessi che trovi in tutte le librerie e su Amazon. E per lavoro queste cose le guardo tutti i giorni e in questo video facciamo tre cose in ordine. Primo, guardiamo davvero dov'è finita l'Europa con i numeri ufficiali, senza aggettivi o opinioni e vedrai che il pezzo che riguarda l'Italia purtroppo è il peggiore della media. Secondo, capiamo il perché e ti farò vedere il numero che tutti citano su questo. tema, ma che è sbagliato. Così, se qualcuno te lo ripete, tu saprai riconoscerlo. Terzo, ed è la parte per cui vale la pena restare fino alla fine il paradosso. Come fa il continente più ricco del mondo quando si parla di risparmi a non riuscire ad usare il proprio risparmio. E poi ti dirò cosa c'entri tu, che è la risposta che ti darò alla fine e son sicuro che non è quella che ti aspetti. Ma partiamo dalla fotografia, perché senza quella tutto quello di cui parleremo non sta in piedi. Ora, se prendi il prodotto interno lordo mondiale e lo misuri a parità di potere d'acquisto, cioè, tieni conto di quanto costano davvero le cose in ogni paese, l'Unione Europea pesa il 15,2%. Considera che gli Stati Uniti pesano il 15,5%, la Cina pesa il 18,9%. Ora, Guarda bene questi tre numeri perché sembrano vicini, ma non lo sono per niente. Sono la fotografia di tre blocchi che partivano da posizioni diverse e si muovevano soprattutto a velocità diverse. E uno solo dei tre stava accelerando. Però adesso lascia da parte le percentuali, e guarda ad una cosa più concreta, il commercio vero, cioè le merci che si caricano sulle navi. Nel 2025 l'Unione Europea ha venduto alla Cina merci per 199,6 miliardi di euro, e dalla Cina ne ha comprate per 559,4 miliardi. La differenza quanto fa? 359,8 miliardi di euro in un solo anno. Ma il numero che conta davvero non è tanto il livello, è più che altro la direzione, Perché rispetto all'anno precedente l'export europeo verso la Cina è sceso del 6,5%, mentre l'import dalla Cina, quello è salito del 6,4%. E se allarghi questa fotografia a 10 anni, il quadro diventa impossibile da fraintendere. In 10 anni, quello che vendiamo alla Cina è cresciuto dal 37%, quello che compriamo dalla Cina è cresciuto dell'89%, e qui entra l'Italia e purtroppo non c'entra proprio bene. Nel 2025 l'Italia ha importato dalla Cina merci per 60,6 miliardi di euro, il 20,1 % in più in un solo anno. Il 10,3% di tutto quello che l'Italia compra dall'estero oggi arriva dalla Cina e l'ISTAT, nel suo rapporto sulla competitività, scrive una cosa che meriterebbe davvero molta più attenzione di quella che ne abbia avuta. Fra le grandi economie europee. l'Italia è la più esposta. Non una delle più esposte, è la più esposta. Dietro quel numero c'è un dettaglio che da solo racconta quanto in fretta stanno cambiando le cose, cioè che le importazioni di prodotti farmaceutici dalla Cina sono passate da seicentottanta milioni di € a 7,7 miliardi di euro. Stiamo parlando di farmaci, non di giocattoli, quindi, fermati. Perché c'è una cosa da capire che non è nei numeri, ma è dentro ai numeri. Per vent'anni il patto era semplice e per vent'anni c'è convenuto, cioè la Cina produceva poco quello che a noi in Italia costava tanto. E noi, dall'Italia vendevamo a loro quello che loro non sapevano ancora fare. Vendevamo macchinari, la chimica, le automobili, i marchi, cosa sta succedendo oggi? I macchinari restano la prima voce del nostro export verso la Cina, 45,3 miliardi, ma la prima voce dell'import dalla Cina è l'elettronica, con 164,9 miliardi ed è quasi quattro volte tanto. E le automobili che arrivano dalla Cina in Europa valgono ormai 29,9 miliardi, mentre le automobili che l'Europa vende alla, Cina ne valgono 16,4. Sì, la Cina non ci vende più le magliette, ci vendono quello che vendevamo noi a loro. E prima che tu pensi che questo sia diventato un video di geopolitica ti fermo. Perché se hai un fondo pensione, se hai un piano di accumulo, il tuo PC, se hai un'azienda che esporta o semplicemente se lavori in un'azienda che vende qualcosa fuori dai confini, questi numeri, Fanno parte della tua vita, ma la seconda domanda a cui voglio rispondere è il perché è successo questo, la risposta più facile, quella che senti un po' ovunque, è che l'Europa non ha aziende ed è falsa. l'Europa le aziende ce le ha alle università, ai brevetti, agli ingegneri. Il problema non è che non nascono, è che in Europa le aziende non crescono e per capire perché non crescono, ti devi mettere nei panni di chi ci prova. Un'azienda americana vedi, lancia un prodotto e il giorno dopo lo vende in 50. Stati con una regola sola, una lingua sola, un solo sistema fiscale. Un'azienda europea lancia lo stesso prodotto, ma si ritrova a 27 regimi fiscali diversi, 27 leggi fallimentari diverse, 27 sistemi di certificazione, 27 modi di assumere una persona e 27 modi diversi di licenziarla. Non è che le viene vietato di crescere all'azienda europea, è che ogni volta che cresce di un pezzo deve ricominciare da capo. E questo ha un costo, un numero preciso, che è la spina dorsale di questo video. Il rapporto sulla competitività europea, quello che ha curato Mario Draghi su richiesta della Commissione, quantifica quanto servirebbe investire in più ogni anno perché l'Europa resti nella partita. Fra i sette. 150 e gli 800 miliardi di euro l'anno, circa il 4,4% del prodotto interno lordo dell'intera Unione Europea. Ogni anno, non una tantum. Ora, ricorda di questo numero perché fra qualche minuto lo metto accanto ad un altro numero e quello sarà il momento in cui questo video diventa una cosa completamente diversa, lo vedrai. Prima però ti devo dare una cosa che ti servirà al di là di questo video, cioè quando si parla di questo tema, gira un Un numero che fa molta impressione, cioè che le barriere interne fra i paesi europei equivalgono ad un dazio del 44% sui beni e del 110% sui servizi. Questo lo ha citato la presidente della Commissione, lo riprendono tutti quanti ed è una stima del Fondo Monetario Internazionale. ecco, Quel numero è contestato e va maneggiato con le pinze, perché un'analisi pubblicata successivamente, su Vox e U, che è la piattaforma del Center for Economic Policy Research mostra che quella stima dipende in modo pesante da quali dati si usano con una base dati scende al 32%, con un'altra base dati scende al 16%. E quando aggiungi al modello una variabile che misura quanto le persone di due paesi sono socialmente connesse tra loro, l'effetto frontiera si riduce fino quasi a sparire. La stessa. arriva dall'Institute for European Policymaking della Bocconi, che te lo dico in italiano semplice, una parte di quella che chiamiamo burocrazia europea non è burocrazia, è il fatto che la gente compra dal proprio paese anche quando nessuno glielo impone, cioè un tedesco compra prodotti tedeschi, un italiano compra prodotti italiani e non c'è nessuna direttiva dietro, c'è la lingua, l'abitudine, la fiducia, il fatto che il ti sembra di conoscerlo meglio. Quindi ti sto dicendo che il problema non esiste? No, ti sto dicendo l'opposto ed è peggio, tutto sommato, cioè se una fetta del problema non è una regola sbagliata, ma un'abitudine di 300 milioni di persone, allora quella fetta non si cancella con una direttiva e quindi non si risolve nei tempi della politica e soprattutto non si risolve nei tempi del tuo piano di accumulo. Ora, Riassumo dove siamo perché adesso arriva la parte per cui ho voluto fare questo video. All'Europa servono 800 miliardi in più ogni anno. L'Europa non riesce a farli arrivare dove servono. E se ti stai chiedendo da dove dovrebbero uscire tutti quei soldi, la risposta è la cosa più assurda di tutta quanta la storia perché riguarda te. E se questo canale ti sta dando qualcosa che altrove non trovi, ti prego, iscriviti al canale. sulla campanellina, mettimi un like, lasciami un commento perché quello che sto per dirti, io lo ripeto ogni volta che posso nei miei video, e quasi nessuno lo dice. Il continente che non riesce a trovare ottocento miliardi € all'anno è lo stesso continente che è seduto sopra, 30.000 miliardi di euro di risparmio privato, 30.000 €. E il rapporto che certifica questa cifra, quello curato da Enrico Letta per il Consiglio europeo aggiunge una frase che voglio leggerti testualmente, perché è il cuore di tutto. C'è una tendenza preoccupante, cioè la fuoriuscita annuale di circa trecento miliardi di euro di risparmi delle famiglie europee, dai mercati dell'Unione Europea verso l'estero, principalmente verso l'economia americana, a causa della frammentazione dei nostri mercati finanziari. Rileggiamolo insieme, ne servono 800, ne escono 300 miliardi ogni anno. E adesso togliamoci dalla testa l'idea che il problema sia che gli europei non risparmiano, perché è esattamente il contrario. Vedi, le famiglie dell'euro area mettono da parte il 14,3% del reddito disponibile, le famiglie americane ne mettono da parte il 3%. E prima che me lo scriva qualcuno nei commenti, te lo dico io. I due numeri non sono calcolati con la stessa identica formula, il data europeo è lordo, quello, è netto. Quindi non prendere il rapporto e non dire in giro che noi europei risparmiamo cinque volte rispetto agli americani. Non è vero, però il senso non cambia. Noi mettiamo da parte una quota del nostro reddito molte volte più alta della loro. E l'Italia dentro questa storia non è una comparsa? No, perché la ricchezza netta delle famiglie italiane, secondo la Banca d'Italia e l'ISTAT, è di 11.732 miliardi di euro. cioè circa 199.000 € a testa, neonati compresi. Di questi 1580 miliardi stanno fermi in contanti e depositi. Quindi il quadro è questo noi i soldi ce li abbiamo e li mettiamo pure da parte e che non arrivano mai dove servirebbero. E la ragione è sempre la stessa che abbiamo visto per le aziende, è solo che è applicata al denaro, cioè un mercato dei capitali serve a fare incontrare chi ha i soldi con chi ne ha bisogno. 27. mercati piccoli fanno incontrare meno gente di un mercato solo, grande. Il denaro non va dove è più vicino, va dove la piscina è più profonda e oggi la piscina più profonda del mondo è stata l'altra parte dell'Atlantico, è l'America. E qui arriva la parte che ti riguarda, che ci riguarda, è il motivo per cui ti ho chiesto di rimanere fino a qui, fino alla fine. Perché quei 300 miliardi non escono da un palazzo da Bruxelles, non li sposta un funzionario, escono dai conti correnti, dai portafogli di gente. noi, un bonifico alla volta. E quindi adesso ti faccio una domanda scomoda. Immagina il risparmiatore europeo perfetto, quello che non lascia i soldi fermi sul conto, che non fa stock picking, che non insegue i trend e le mode, che ha capito tutto e fa la cosa più sensera del mondo, cioè comprare un fondo indicizzato sulle azioni di tutto il mondo sviluppato il classico ETF mondiale. Bene, il 72% di quel fondo sono azioni americane, 72% a seconda del fondo che scegli circa, non per una scelta ideolog. logica di chi lo gestisce, non perché qualcuno abbia deciso che l'Europa debba essere punita. No, semplicemente perché quello è il peso che le aziende americane hanno oggi sui mercati. E un indice pesato per capitalizzazione non fa altro che fotografare la realtà. Fermati un secondo su cosa questo voglia dire. Il pezzo di risparmio europeo che esce nel modo più regolare, più automatico e più inarrestabile, non è quello di chi sbaglia, è quello di chi fa la cosa giusta. Ogni volta che qualcuno in Italia imposta un piano di su un indice mondiale e fa bene a farlo. Una parte di quel bonifico attraversa l'oceano il mese dopo. Questo è il meccanismo, no? E non c'è nessuno da incolpare e proprio per questo non c'è nessuno che possa fermarlo, al posto nostro. Qui arriviamo quindi alla domanda vera, cosa dobbiamo farci noi? Ti do quattro cose, quattro decisioni eh, non quattro opinioni. La prima è la più importante ed è quella che forse ti richiederà più coraggio perché va contro l'istinto che ti è venuto guardando questo video. Non spostare il portafoglio per patriottismo, comprare europeo in Europa, perché i nostri soldi devono restare a casa nostra è una scelta rispettabile come sentimento, ma è costosa come strategia di lungo termine. Concentrare i risparmi nel proprio paese, nel proprio continente in finanza ha un nome, si chiama Home bias, ed è uno degli errori meglio documentati nella finanza che esistono. Non cambia natura, perché la motivazione è nobile e soprattutto di, Quei 300 miliardi non ne torna indietro neanche uno grazie al tuo ordine d'acquisto. Tu non hai la leva per risolvere un problema continentale, hai la leva per risolvere il tuo problema. La seconda cosa è è un problema vero e e non è quello che pensi perché non è che hai troppa America nel portafoglio, è quanto hai fermo, liquido. Abbiamo detto 1580 miliardi di euro delle famiglie italiane, parcheggiate tra contanti, e depositi. La Banca Centrale Europea ha appena alzato il tasso sui depositi al 2,5% e le proiezioni dei suoi stessi economisti danno l'inflazione al 3% quest'anno. Ora fai la sottrazione vuol dire che ogni euro che sta su un conto corrente fermo, non re- remunerato in questo momento perde potere d'acquisto in modo misurabile e certo, non probabile, certo. E allora la domanda che ti devi fare stasera non è dove investire? È più semplice. Quanta della mia liquidità sta lavorando e quanta sta ferma. Terza azione, se dopo tutto questo vuoi comunque più Europa nel tuo portafoglio, fallo pure, però farlo per una ragione tecnica, non per una ragione emotiva. Le ragioni tecniche ammissibili, sono 2, te le dico per nome, una è riguarda le valutazioni relative dell'azienda, se una- un mercato costa meno può aver senso pesarlo di più. E questa è una decisione che si prende con i numeri davanti. L'altra è la valuta ed è quella a cui quasi nessuno pensa tu la spesa l'affitto, il mutuo, la pensione, lo stipendio li paghi in euro. E se il tuo patrimonio è per tre quarti in dollari, ti stai prendendo un rischio di cambio che non hai scelto consapevolmente. Questa è una discussione seria, un rischio serio e va affrontato, ma è una discussione sul rischio di cambio. La quarta azione riguarda Quello che l'Europa sta provando a fare, perché qualcosa si muove e sarebbe disonesto non dirlo. La Commissione europea ha lanciato un piano che si chiama Unione del risparmio e degli investimenti e ha raccomandato a tutti gli Stati membri di introdurre un conto di risparmio e di investimento semplice, con incentivi fiscali, accessibile anche a chi non è esperto. È una buona idea. Il problema è che è una raccomandazione. Nessun obbligo, nessuna scadenza. E intanto in Italia uno strumento di quella famiglia, già esiste dal 2017, si chiama PIR, piani individuali di risparmio, con il loro vantaggio fiscale, col loro vincolo di 5 anni e l'obbligo di concentrarsi su emittenti italiani. Qui non non non ti do una risposta, ti do il criterio che forse vale più della risposta. Sopra una certa quota del tuo patrimonio, il vincolo di concentrazione ti costa più di quanto ti faccia, Risparmiare lo sconto fiscale. Il numero esatto dipende da quanto hai e da quanto sei diversificato altrove e, se senti altri video um che ti dicono che ti conviene senza conoscere il tuo bilancio, um ti sta vendendo qualcosa. Torniamo da dove siamo partiti, ti avevo detto che c'è un posto al mondo dove la gente mette da parte più soldi di quasi ogni altro posto, che è lo stesso posto che non riesce a trovare i soldi per far crescere la propria economia e le proprie aziende, Adesso sai che non è una contraddizione, ma è un difetto di impianto. 30.000 miliardi di risparmio che non trovano la strada, 800 miliardi all'anno di investimenti che non trovano i soldi, e nel mezzo c'è un continente che ha 27 porte invece di una. Questo pezzo della storia, purtroppo non la scriviamo noi. Ci vorranno anni, forse un decennio. Onestamente non so nemmeno se finirà bene, ma c'è un secondo pezzo di questa storia ed è piccolo e sta interamente dentro casa tua perché mentre l'Europa in 10 anni a sistemare i suoi mercati, tu impieghi un pomeriggio a sistemare il tuo. Quindi facciamo così, e questa è la cosa che ti chiedo di fare davvero, un modo elegante per chiudere il video. Stasera, domani mattina, apri l'home banking, guarda quanto hai fermo sui conti correnti, somma tutto, e calcola che percentuale è del tuo patrimonio finanziario. Poi confronta con quello che ti serve per vivere, 6, 12 mesi al massimo, il tuo fondo di emergenza, se il numero che ti esce è più grande, Tu non hai un problema europeo, tu hai una decisione che hai rimandato e la buona notizia è che di tutte le cose che abbiamo detto oggi, quella è l'unica che dipende solo da te. Iscriviti al canale perché di soldi che si muovono senza che nessuno ce lo dica, io parlo qui ogni settimana. Se la risposta alla mia domanda è, non lo so, se non hai idea di quanto dovresti tenere fermo e di quanto no, beh c'è un percorso totalmente gratuito sul mio secondo canale, Marco Casario Extra, che parla proprio di questo, il corso per investimenti passivi, che parte da 0 e ti accompagna mano a mano con le decisioni che tu dovrai prendere in modo oggettivo, non dandoti delle opinioni. Grazie mille per essere arrivati fino alla fine di questo video. buoni investimenti consapevoli a tutti, ciao.